I sintomi (part-2)

Torniamo al discorso di come ho scoperto la malattia, a dirla tutta siamo ancora un po’ indietro, ma proseguo con la storia.

Dopo quella giornata passata in ospedale, tornai a casa e raccontai tutto a Davide. Lui stesso non ci poteva credere. Prima di andare a dormire misi sotto carica il telefono e appena acceso, cominciarono ad arrivarmi messaggi su messaggi, aprendo le conversazioni ho visto che erano le mie amiche (Jessica e Veronica) e ovviamente, ho raccontato anche a loro la faccenda. Tra un messaggio e l’altro sarò andata a letto per le 24 circa, non ricordo bene però, ricordo il pensiero che feci prima di addormentarmi; “ti prego, fa che domani mi sveglio con la normalità” e ovviamente, non fu così 😔.

Passarono i giorni e io non sapevo più cosa fare, queste dannate macchie erano sempre lì e io ero sempre più assente, piangevo, avevo paura, ero sommersa di pensieri continui a cui non sapevo dare una risposta, ma il pensiero più brutto di tutti era “chissà cos’ho, chissà se morirò e lascerò i miei bambini così piccoli”, piano piano mi stavo distruggendo da sola a causa dei miei stupidi pensieri.

Una mattina, mi chiamò mia sorella Valentina, lei abita lontano da me e quando ci sentiamo parliamo sempre di tantissime cose e io quella mattina non avevo voglia di parlare, camminavo in quella stanza di continuo, mentre mi parlava io pensavo, non ascoltavo più di tanto, non ero attenta finché le dissi che mi avevano diagnosticato la sclerosi multipla, lei non ci poteva credere e anche lei cominciò a preoccuparsi e a fare diverse ricerche.

Metto in capitolo un altro discorso, io da piccola sono stata affidata a un’altra famiglia e mia sorella aveva e ha tutt’ora un bel rapporto con i miei genitori affidatari e lei, una delle cose che ha fatto è contattare mia mamma Daniela (madre affidataria), per farle un milione di domande anche perché, ogni passaggio, ogni domanda che avevo, parlavo con lei per capire se avrebbe visto la situazione in un altro modo; penso sempre che gli adulti, le persone più grandi di me hanno un punto di vista alternativo e mi piace notarlo e soprattutto mi piace apprenderlo per poter diventare sempre un po’ più matura.

Quelle chiamate tranquillizzarono mia sorella, mia mamma sapeva il problema generale della malattia, non nel dettaglio, ma qualcosa sapeva. Mia mamma non mi disse mai “hai la sclerosi”, continuava a essere la mia complice in ciò che vivevo finché la risposta non sarebbe arrivata, voleva una certezza e mi sembra più che giusto.

Il medico mi prescrisse una risonanza magnetica con e senza contrasto eh, che cos’è? È semplicissimo, è solo una gran seccatura, sarebbe un liquido che viene iniettato tramite endovena che mette in evidenza le parti più piccole del corpo, parlo di nervi, capillari ecc, la seccatura è che una risonanza normalmente dura 20 minuti, quindi fare una risonanza con e senza contrasto vuol dire farla prima normale e subito dopo altri 20 minuti con il liquido per il contrasto. 40 minuti di rumori assordanti continui, era insopportabile.

Prenotai quella maledetta risonanza magnetica a circa 30 minuti da dove abito, un centro privato e l’unica cosa che mi disse il dottore era “è catarro”. Dopo quella risposta ero al settimo cielo, allora cominciai a chiamare mia madre, sia quella affidataria che quella naturale per dare a loro la notizia e ricordo una cosa in particolare che mi colpì, a mia madre affidataria dissi che avrei fatto la denuncia del fatto perché mi hanno diagnosticato una malattia incurabile e tremenda, (quel che vedevo io nella malattia) e invece era solo raffreddore e mia madre mi disse “non farlo, perderesti ugualmente, ma è meglio lasciar perdere”. Quelle parole mi colpirono, non capii il motivo in quel momento, ma due domande me le feci: ‘forse sente o sa che ho la sclerosi e non me lo dice?’, ma non ho mai chiesto e ho continuato la mia strada.

Tornata a casa tutta contenta mi sono rilassata, tra il periodo stressante, i pensieri e le visite ero distrutta e così passai la giornata a stare più tranquilla possibile.

La mattina seguente mi svegliai con un dolore attroce alla gamba destra e allora punto di partenza, pensieri, preoccupazioni, ciò che mi disse mia madre, avevo la testa che era come un gomitolo nero pieno di nodi e così non ci pensai due volte e andai in ospedale. Non ricordo se ci fossi andata sola o se fosse venuto anche Davide con me, ricordo una cosa che dirò tra poco.

In ospedale feci sempre l’accettazione e cominciai ad aspettare e poco dopo, vai al piano di sopra, poi quello di sotto e aspetta, insomma, la solita routine che si fa quando si va in pronto soccorso. Finché, finalmente mi chiamarono. Spiegai il problema alla dottoressa, perché ovviamente le visite che feci non portarono a nessun risultato e lei mi disse di attendere un attimo e uscì dalla stanza. Io perplessa e anche seccata rimasi lì ad aspettare il suo ritorno.

I minuti passarono finché non tornò e mi disse “domani mattina al padiglione hai l’appuntamento con il prof. In neurologia”, Lo chiamavo così, poi vi dirò anche questo. Io ancora più perplessa non feci domande, ma improvvisamente vidi una luce in fondo al tunnel e così salutai e me ne andai.

Tornando al punto di prima dei ricordi, non ricordo se Davide mi accompagnò, ma ricordo la velocità della dottoressa per darmi un appuntamento così velocemente con il neurologo e lo fece appena le dissi la diagnosi della sclerosi multipla. Quel gesto mi colpì.

Avvisando amiche, genitori ecc, nel tornare a casa ero contenta, ma nello stesso tempo preoccupata però non vedevo l’ora di andare a quella visita con un esperto in materia e alla sera i pensieri, le ricerche su internet, le storie di persone che stanno vivendo la situazione, agitata e contenta andati a letto…

Il continuo, la prossima volta 😁, tutto in una volta è o potrebbe essere lungo e noioso. Vi do la buonanotte e ricordate, c’è sempre una soluzione a tutto ☺️

Pubblicato da JB

Una vita da mamma, lavoratrice, donna e con me, la malattia.

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